di CHIARA CHIEGO –
Fare di una necessità una virtù, è decisamente una delle caratteristiche dell’operoso popolo salentino. In una regione spesso preda della siccità, riuscire a raccogliere, conservare e utilizzare fonti d’acqua alternative, è sempre stata una priorità.
Molte cittadine in Salento sono state costruite intorno a zone dove era facile raccogliere l’acqua piovana; tra i luoghi più noti, vi è sicuramente Martignano. Comune tra i più piccoli della Grecìa Salentina, ha radici antichissime: il suo nome forse si deve alla colonizzazione bizantina e alla presenza dei monaci basiliani. Proprio in questo piccolo scrigno salentino, è situato il “largo pozzelle”, un luogo dove si trova il più alto numero di antiche cisterne utilizzate per raccogliere l’acqua piovana. Queste cisterne si chiamano “pozzelle” o “puzzule” (in griko “ta frèata”). Oggi se ne contano circa sessantotto, ma pare che in origine fossero un centinaio. Cento pozzi posti vicini, scavati nella pietra carsica, tipicamente dalla forma ad imbuto rovesciato e grandi fino ad otto metri; alcuni conservano ancora pile utilizzate per abbeverare gli animali da soma, e incisioni riconducibili a nomi di famiglie che utilizzavano il luogo.
Nonostante la pratica utilità, la presenza di un così alto numero di tali manufatti ha presto influenzato l’immaginario collettivo. Una delle leggende più famose legate a questo misterioso luogo, è sicuramente la leggenda di San Pantaleo: durante un suo pellegrinare, il santo dall’indole benevola, si trovò inseguito da alcuni nemici. Spaventato, decise di calarsi in uno di questi pozzi, scoprendo ben presto che questa cavità era collegata ad altre vicine. Così in uno strano gioco contro i suoi nemici, iniziò ad entrare ed uscire da questi pozzi confondendo grandemente chi lo inseguiva. Spaventati da questo apparente dono di sparire e riapparire in un altro luogo, gli inseguitori fuggirono terrorizzati lasciando in pace il santo guaritore. Con spirito riconoscente, San Pantaleo benedì le pozzelle con abbondanza di acqua e protezione per i cittadini che da allora lo hanno eletto a patrono, festeggiandolo ogni 27 luglio.
Un altro paese dove si possono trovare tante pozzelle vicine è Zollino dove nella contrada Pozzi di Pirro, si trovano ancora una quarantina di cisterne. Da sempre ritenute beni comunali, questi pozzi erano fondamentali per la vita di tutti i giorni delle famiglie contadine, e oggi sono testimonianza di un modo di vivere antico che mette al centro la natura e i suoi doni.
