Immagini tratte dal web –
di CHIARA CHIEGO –
Possono due luoghi lontani essere accomunati da tradizione e spiritualità? Tra le tante storie che appartengono ai luoghi sacri pugliesi, una in particolare unisce con un invisibile filo rosso, la Sicilia e la Puglia.
È noto il grande amore che la città di Erchie nutre per la sua patrona, Santa Lucia, ma forse è meno nota la leggenda che narra come questo culto abbia preso piede nel territorio dell’antica foresta di Oria.
La tradizione vuole infatti che, nel 1039 d. C., quando Siracusa fu liberata dall’esercito bizantino che sconfisse quello musulmano, il generale Maniace fu incaricato dall’imperatrice Teodosia, di trovare le spoglie della Santa – nascoste da oltre due secoli – per portarle al suo cospetto a Costantinopoli. Il generale obbedì e durante il viaggio con il corpo della Santa, si trovò a dover sostare nella foresta di Oria, folta e ricca di acqua e selvaggina. Per preservare le spoglie dai pericoli, queste vennero poste vicino ad una fonte; saputo dell’arrivo di un tale tesoro, i monaci basiliani presenti nella zona si recarono a venerare e proteggere il corpo della Santa. Il loro impegno fu ricompensato da Maniace che decise di donare un osso di Santa Lucia alla comunità di monaci prima di proseguire col suo viaggio.
Vicino al luogo in cui sostarono le spoglie, venne presto costruita una cappella. Nei secoli si diffuse la notizia della presenza della reliquia, e il posto divenne vera e propria meta di pellegrinaggio.
Il traffico delle reliquie in epoca medievale era un mercato estremamente fertile, ed anche se oggi risulta quasi impossibile ricostruire l’origine dei venerabili resti, per secoli ha rappresentato un modo per far crescere un territorio dal punto di vista economico e sociale con la presenza dei pellegrini.
Una seconda leggenda legata alla cappella di Santa Lucia ad Erchie, vuole che durante il XVI secolo, una inondazione danneggiò il luogo sacro, portando via un prezioso quadro raffigurante la Santa donato da alcuni nobili della zona.
Per molto tempo non si seppe più niente dell’effige, finché un allevatore notò che una delle sue mucche si allontanava sempre verso una direzione precisa. Deciso a scoprirne il motivo, un giorno la seguì, scoprendo nel fango il perduto quadro. Ritenuto un ritrovamento miracoloso, si decise che la cappella sarebbe stata sostituita da un vero e proprio santuario, inglobando la fonte e la struttura precedente. Da allora il luogo è custode dell’opera e delle preghiere dei suoi pellegrini.
Santa Lucia è una personalità estremamente nota in Italia, il suo è un culto molto sentito in tutta la penisola, da nord al sud. La sua festa solitamente è il 13 dicembre. Durante le celebrazioni, oltre alla tradizionale Fiera di Santa Lucia, ancora oggi è possibile scendere nel tempio originale e bagnarsi gli occhi per rendere grazie e chiedere miracoli. Infine, si torna a casa con una piccola ampolla di creta decorata, contenente l’acqua della fonte da utilizzare – o venerare – per il resto dell’anno.
