immagini tratte dal web –
di CHIARA CHIEGO –
Dall’alto del suo promontorio osserva il sole splendere sulle cristalline acque del Mediterraneo, che grazie alle correnti del Golfo di Otranto, godono di particolare bellezza e purezza.
Come un’antica guardia, una vedetta del tempo, Torre dell’Orso è testimone di secoli fatti di pesca, di attracchi di pirati, di turismo e piccoli grandi eventi. Sita in una zona caratterizzata dalla presenza di grotte decorate da antichi graffiti, l’area per secoli è stata abitata da pescatori che usavano le stesse grotte per nascondere gli attrezzi e riposare durante l’estate.
L’alto sperone roccioso su cui si erge la torre si impone su una spiaggia di sabbia finissima, lunga circa 800 metri, nota meta turistica ancora oggi. Alle spalle sorge una pineta impiantata nel corso del Novecento per bonificare la zona.
La costruzione appartiene a quelle della serie delle Torri del Regno, e per anni ha versato in condizioni di abbandono. Nel rudere era possibile osservare parte della volta a botte del piano agibile, e resti di caditoie. Il corpo quadrangolare e scarpato della costruzione è realizzato con conci di tufo regolari. I tanti crolli avvenuti nel corso del Novecento a causa delle intemperie, hanno portato alla decisione di restaurare e consolidare la costruzione nel 2020.
Realizzata nella seconda metà del ‘500, compare sin da subito nelle mappe, ma con nomi differenti: prima è “Torre del porto dell’Orso”, poi “Torre dell’Urso”, fino a divenire “Torre del capo Dorso” e infine “orre dell’Orso”. Ma da cosa deriverebbe questo nome? Sicuramente non dalla presenza di effettivi orsi. Una delle ipotesi più accettate è che il nome del proprietario del terreno sul quale sorge la costruzione, si chiamasse Urso. Altri preferiscono la versione in cui la Torre – come quasi tutte le torri costiere -, fosse dedicata a Sant’Orsola. Le storie popolari vogliono che il nome derivi dalla presenza di uno sperone di roccia che ha la forma proprio di un orso, o ancora dalla presenza della foca monaca.
Non sappiamo quale sia la verità, ma una cosa è certa: la torre continuerà a custodire ancora per molti anni questo splendido angolo di mare salentino.
