Foto di Benjamin Smith –
di CHIARA CHIEGO –
Prima delle incursioni saracene sulle coste salentine, prima di Carlo V, prima delle torri di avvistamento, prima di Federico II, ad Otranto esisteva già un simbolo di protezione e unione.
A 200 metri dal mare e a un’altitudine di circa 35 metri, immersa nella natura incontaminata, c’è ancora la traccia di un passato che ha unito mare e uomini: i resti di “Torre Serpe”, che non fu solo una torre. Il rudere, restaurato nel 1997, è stato una torre di avvistamento contro i pirati saraceni, ma in principio è nato come antico faro di epoca imperiale.
Già i romani avevano infatti compreso l’importanza strategica e territoriale della città di Otranto, tanto che scelsero di costruire un faro alimentato ad olio per aiutare il commercio navale. In seguito anche Federico II decise di mantenere attiva e funzionante la struttura, intuendone le potenzialità. Successivamente la struttura fu inglobata nella rete delle torri costiere di avvistamento. Da quel poco che rimane, è visibile come la costruzione fosse molto alta e cilindrica, posta su un grande basamento per una maggiore stabilità. È profondamente diversa dalle tipiche torri del Regno – di solito a pianta quadrata – ed appare immediato il suo uso come faro.
Nota in passato come “Torre di Cocorizzo”, ci sono diverse leggende legate a questo luogo: una delle più narrate vuole che prima dell’attacco dei Saraceni nel 1480, un serpente decise di bere l’olio che alimentava la fiamma così da spegnere il faro. Questo impedì ai pirati saraceni pronti a sbarcare nella notte di trovare la costa, ed essi finirono per raggiungere e attaccare Brindisi, salvando Otranto. Un’altra antica leggenda vuole che la torre si trovasse sopra la tana di un grande serpente molto ghiotto di olio, che era solito consumare quello della lampada del faro nella notte. Per porre fine a questo problema, gli abitanti gli tesero un’imboscata, uccidendolo. Adirata, la moglie del serpente decise di avvolgersi intorno alla torre, stritolandola. Alcuni indicano proprio questo ultimo aneddoto per spiegare la presenza di una torre stretta da un serpente sullo stemma cittadino. In altri racconti il serpente era in realtà il guardiano del tesoro della torre, in altre una divinità.
Di certo c’è che la torre e il serpente sono simboli importanti per la città di Otranto: forse rimandano a un antico rapporto con la dea Minerva, forse sono simbolo di saggezza, o magari sono semplicemente simbolo del coraggio degli otrantini nell’assedio saraceno del 1480. Un coraggio mantenuto vivo e forte anche oggi.
