foto tratta da Destinazione Avventura –

di CHIARA CHIEGO –

Situata su un promontorio ricco di storia, Torre Testa, detta anche Torre Testa del Gallico, è un monumento alla capacità di adattamento dell’uomo. Situata a sette chilometri da Brindisi, è stata costruita su un luogo privilegiato nel quale la presenza dell’uomo affonda le sue radici nel paleolitico. La ricca presenza di reperti archeologici, tra punte e schegge, conferma la presenza umana fino all’Età del Bronzo.

Non è molto comune trovare questo tipo di insediamento nella parte più meridionale della Puglia, infatti c’è chi pensa che la zona fu abitata da uomini provenienti dal Gargano. Il territorio circostante la torre fu importante anche durante l’epoca romana, poiché divenne sito prediletto per produzione di anfore destinate al commercio di olio e vino. Testimonianza di ciò, sono i resti di fornaci ritrovati in zona.

La torre, la cui costruzione è stata conclusa nel 1582, si erge vicina oltre che al mare, anche ad un fiume – oggi diminuito in dimensioni – detto Canale Giancola. La zona era quindi perfetta per l’attracco di commercianti e pirati che potevano rifornirsi facilmente di acqua dolce. Il suo nome sembra nascondere un segreto: detta dello Jaddico, c’è chi ritiene che il nome faccia riferimento alla forma del promontorio che ricorda quella della testa di un gallo, ma è più probabile che derivi da una parola longobarda che significa foresta, stando così ad indicare la zona rigogliosa ricca di animali e piante. Nell’800 vicino la torre vennero anche costruiti dei locali destinati alla guardia sanitaria durante un’epidemia di colera.

Nonostante col tempo il mare si sia avvicinato alla torre, e di conseguenza il promontorio si sia abbassato, essa domina ancora la zona. A pianta quadrata, corpo troncopiramidale con volta a crociera, da tempo si trova in stato di abbandono. Sono stati svolti degli interventi di restauro mai del tutto terminati. I segni del tempo, degli agenti atmosferici e della mano umana che l’ha depredata di alcuni materiali, sono inequivocabili. Possiamo solo augurarci che questa sentinella del mare possa rimanere al suo posto ancora per molti anni.