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di CHIARA CHIEGO –

Se un luogo porta il nome di una pianta, forse significa che quella presenza erbacea è estremamente importante o estremamente comune. Sarà per questo che a Nardò, affacciata sul Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio, si può ancora osservare ciò che rimane di una torre che ha cambiato nome, per assomigliare di più al paesaggio in cui si trova.
Il nome di questa piccola torre di avvistamento – e non di difesa -, tipica del Regno, ha avuto varie fasi: in origine pare si chiamasse Torre del Capo delle Vedove, poi Torre del Crustamo che nel tempo è divenuto Torre Crustano; questo nome probabilmente serviva ad indicare il rustico rivestimento posto sulla cima – crusta in dialetto – con il quale era stata costruita. Con il passare degli anni il nome è poi divenuto “Uluzzo”, sempre grazie al dialetto salentino: Uluzzo è il nome con cui ancora oggi, viene indicato l’asfodelo, una pianta appartenente alle gigliacee e comune nella macchia mediterranea. Il suo nome e la sua posizione sono così importanti, che per estensione, è stata denominata “uluzziana” una cultura autoctona risalente al Paleolitico, i cui resti sono stati ritrovati in una grotta nella zona.
Costruita a strapiombo sul mare, la torre è a guardia di un’insenatura di grande valore dal punto di vista paesaggistico e della biodiversità. Realizzata nello stesso periodo di Torre Inserraglio, è leggermente più tarda rispetto alle altre 5 possenti torri presenti nella marina neretina. Non sappiamo quando la torre fu dismessa dalle sue funzioni: nei documenti è riportato solo che svolgeva i suoi compiti nel 1695, e fu gravemente danneggiata nel corso del ‘700. A base quadrata, la struttura parzialmente crollata e consolidata con un restauro del 2020, presenta ancora tracce delle caratteristiche originali, soprattutto sul lato mare, quello meglio conservato.
Un tempo utilizzata come punto di riferimento per i naviganti, oggi rimane testimone della bellezza, della ricchezza e soprattutto della storia, di un lembo di mare tra i più belli del Salento.