di CHIARA CHIEGO –
“Che sarà, sarà. Per sempre con te saremo”.
Cuori che battono all’unisono, voci che intonano ritornelli colmi di gioia, mani che applaudono e si alzano verso l’alto. Nella serata di domenica 24 maggio, Lecce si è trasformata ancora una volta, in un teatro a cielo aperto che ha accolto il rito della salvezza per i tifosi giallorossi.
Una carovana umana che come da tradizione, ha invaso le strade, le piazze, i balconi, con i suoi colori e col suo chiasso gioioso. Striscioni pieni di incoraggiamenti si sono levati sulle teste dei presenti, mentre l’aria è stata avvolta dal colore dei fumogeni gialli e rossi. La festa, iniziata nello Stadio di Via del Mare con gli abbracci tra i tifosi e i baci dei giocatori sull’erba del campo, ha portato la sua incontenibile forza in ogni angolo di Lecce.
Un po’ come negli anni ‘70, prima ancora che venisse creata la tifoseria organizzata, la gente si ritrovava nei bar e nelle sale giochi per parlare della propria squadra del cuore e per organizzare i festeggiamenti corali armati di striscioni e sciarpe colorate, anche quest’anno le bandiere sono sventolate dalle auto e dalle moto in movimento, mentre i fuochi pirotecnici hanno illuminato il cielo salentino da più angolazioni.
Non è certo una tradizione recente quella di invadere il centro storico durante i festeggiamenti per i traguardi raggiunti dalla squadra dell’ Us Lecce, anzi negli anni ’80 vi era anche qualche tifoso coraggioso o avventato, che si immergeva – munito di bandiera giallorossa – nelle acque della solida fontana di Piazza Mazzini.
Fenomeno nuovo è quello del Sant’Oronzo vestito coi colori del Lecce: un tifoso trasformista, dallo smaccato spirito ironico, che veste i panni (rigorosamente giallorossi) del Santo, per testimoniare la vicinanza del Patrono ai tifosi. Pare che invece quest’anno tra gli spalti del Via del Mare, sia stato visto un Michael Jackson vestito di giallo e rosso, tra un balletto e un saluto festoso.
Come da tradizione il fiume umano, proveniente da ogni direzione, si è riversato prima in piazza Sant’Oronzo dove i festeggiamenti non hanno risparmiato neanche la statua del Santo Patrono, con il monumento del Sedile illuminato dai colori della squadra di casa. Poi si sono diretti verso piazza Mazzini, con un incessante coro di trombe e clacson.
Storicamente anche la zona dell’entrata nord di Lecce è importante per i tifosi, perché rappresenta l’accoglienza degli eroi sportivi che tornano a casa vittoriosi dopo una trasferta. Ma questa volta la partita si è giocata nello Stadio di Lecce, e i tifosi hanno testimoniato la loro gioia per tutto il centro cittadino.
Gli antichi monumenti dalla patina dorata sono stati illuminati dai riverberi rossi delle torce, dalle scintille dei fuochi d’artificio e dai flash degli smartphone: tutti hanno voluto portare a casa il ricordo di un momento prezioso.
Tra i tifosi di lungo corso, e i bambini che per la prima volta hanno visto i festeggiamenti per il Lecce, proprio tutti si sono uniti in un grande abbraccio collettivo. E mentre ancora si festeggia, la mente va già al prossimo campionato e alle vittorie che verranno.
