di REDAZIONE –
Dalla Puglia all’India, passando per Tirana: è una storia di talento, metodo e passione quella che vede protagonista Mirko Monteduro, chef di Scorrano (Lecce), coach dell’allievo albanese Enri Cuedari, vincitore delle Olimpiadi Culinarie YCO 2026.
La 12ª edizione delle Young Chef Olympiad si è aperta ufficialmente il 1° febbraio 2026 a Bangalore, con la partecipazione di oltre 40 nazioni provenienti da tutto il mondo, confermandosi uno degli eventi più prestigiosi nel panorama gastronomico internazionale.
Il 2 febbraio, i team, suddivisi in cinque gruppi, hanno raggiunto le rispettive città – Pune, Delhi, Hyderabad, Bangalore e Goa – per affrontare le fasi preliminari della competizione. Il regolamento prevedeva una prova tecnica di altissimo livello: uno skill test in cui ogni studente doveva sfilettare un pesce di circa 1,5 kg in 30 minuti. A seguire, 2 ore e 30 minuti per realizzare un piatto principale a base di pesce e un dessert vegano, utilizzando un paniere di ingredienti identico per tutti i partecipanti.
Accedevano di diritto alla finale i primi classificati di ogni gruppo; per tutti gli altri veniva stilata una graduatoria generale che permetteva l’accesso ai migliori cinque.
È proprio in questa fase che Enri Cuedari, allievo dell’Institute Culinary Neranxi, seguito da Mirko Monteduro, si è distinto in modo straordinario. Ordinato, pulito e metodico, Enri ha dimostrato una maturità professionale fuori dal comune, tanto da ricevere due menzioni speciali: una per il rispetto impeccabile delle normative HACCP e l’altra come Best Awards Fillet Fish, premio per la migliore sfilettatura del pesce.
La finale, disputata il 6 febbraio a Calcutta, ha alzato ulteriormente il livello della competizione. Lo skill test prevedeva il disossamento di un pollo in 30 minuti, seguito dalla realizzazione, sempre in 2 ore e 30, di un piatto principale a base di pollo, con ingredienti uguali per tutti. Per il dessert, i concorrenti dovevano partire da un impasto di pasta da strudel, creando però un dolce che non fosse uno strudel, mettendo alla prova creatività e tecnica.
Dietro questo successo c’è un lavoro lungo e meticoloso. Gli allenamenti sono iniziati già a ottobre: Mirko Monteduro, vivendo in Italia, si recava una volta al mese a Tirana per definire i piatti, mentre il resto della preparazione avveniva quotidianamente in smart working. Un percorso intenso, costruito sull’esperienza maturata nelle precedenti competizioni.
«Ho lavorato molto sulla mise en place, sulla pulizia e soprattutto sul metodo – racconta Monteduro – perché ho capito che non basta realizzare piatti belli e buoni: in competizioni di questo livello è fondamentale saper gestire tempo, ordine e organizzazione».
Il trionfo di Enri è anche il riconoscimento del valore umano e professionale del suo coach che rivolge un ringraziamento a tutti coloro che gli sono stati vicini in questa fantastica avventura, in particolare alla “famiglia” Neranxi.
<< Ad Enri auguro di perseverare e di realizzare sempre i suoi sogni>> conclude lo chef Monteduro.
Un successo che porta in alto non solo l’Albania e l’eccellenza culinaria italiana, ma anche e sopratutto Scorrano (Lecce) grazie a uno chef salentino che ha saputo trasformare esperienza, disciplina e passione in una vittoria mondiale.
