Immagini tratte dal web –
di CHIARA CHIEGO –
Che cosa hanno in comune Carovigno, Diso e Cocumula oltre al fatto di trovarsi in Puglia? Un culto molto speciale, che unisce leggenda, miracoli e disastri naturali.
Con un ricco abito rosso decorato da intricati ricami dorati, una ornata corona d’argento e circondata da un’esplosione di fiori colorati, la statua della Madonna dell’Uragano – detta anche Madonna del Belvedere – di Carovigno è ancora oggi venerata con devozione. Il culto alla base di tale tradizione religiosa, trova le sue radici in un fatto realmente accaduto.
La leggenda vuole che il 17 agosto del 1841, un terribile uragano devastò le campagne vicine a Carovigno; molti degli abitanti cercarono rifugio abbandonando la città, ma un gruppo di credenti, decise di affidarsi alla Madonna. I fedeli si recarono nella chiesa Matrice e prelevarono la statua della Madonna del Belvedere, insieme a quelle di altri santi. Si diressero quasi in processione presso un terreno immerso tra gli ulivi, e adagiarono la statua su una chianca (una grande pietra calcarea). L’intensità delle loro preghiere sarebbe arrivata alla Madonna che miracolosamente, avrebbe quindi deviato il percorso della tempesta, che in quel momento si trovava a circa due chilometri a sud ovest della cittadina. Ecco che in breve il pericolo fu scampato: l’uragano risparmiò la città, finendo in mare dopo essere passato da Serranova. Da allora il culto della Madonna dell’Uragano è rimasto nel cuore dei carovignesi che la festeggiano il 17 agosto come da tradizione. Nonostante siano passati 185 anni e l’abitato della cittadina si sia esteso, è possibile ancora osservare la famosa chianca del miracolo.
Ma questo avvenimento miracoloso non sarebbe un caso unico: a Diso e a Cocumula, in provincia di Lecce, viene celebrata nel mese di settembre la Festa della Madonna dell’Uragano.
Entrambi i paesi hanno rischiato gravi danni a causa di una tempesta, questa volta il 10 settembre del 1832 (o del 1837). La storia narra che i contadini, accortisi dell’improvvisa tromba d’aria che stava devastando i campi, fuggirono per cercare riparo. Un pittore che era intento a dipingere all’interno della Chiesa della Madonna dell’Assunta a Cocumula, si accorse troppo tardi del maltempo. Dalla finestra però, vide all’improvviso la figura di una donna immobile con le braccia aperte e illuminata da un fascio di luce. Davanti a lei, l’uragano scomparve miracolosamente, salvando la chiesa e gli abitanti. Il pittore affermò con devozione che la donna era identica alla statua dell’Assunta presente nella chiesa. Così Diso e Cocumula furono due paesi fortunatamente risparmiati dalla furia degli elementi, e da allora il culto per questa figura mariana, è più vivo che mai.
