di CHIARA CHIEGO –

Che siano profumati al finocchio o insaporiti con olive e cipolle, i taralli sono diventati una vera e propria icona della Puglia. Il grande successo che questo semplice prodotto ha ottenuto a partire dagli anni ’50 del Novecento è la riprova che i cibi semplici possono diventare protagonisti nell’immaginario culturale comune.

Chi dice tarallo, oggi, dice Puglia, ma i croccanti biscotti salati sono comuni a tutto il Sud Italia; il loro nome è un po’ un mistero: c’è chi pensa derivi dal latino torrere (abbrustolire), chi invece lo fa originare dal greco daratos che indica una specie di pane. Quale sia quella corretta, rimane il fatto che le origini dei taralli sono antichissime. Ritrovamenti archeologici carbonizzati dell’epoca messapica ad Oria, fanno pensare che un tipo di preparazione simile, sia sempre stata utilizzata nella regione.

La leggenda più conosciuta, è quella che vuole i taralli creati per la prima volta nel 1400 durante una dura carestia che imperversò a Bari. Una donna con scarsi mezzi, non sapendo cosa cucinare per sfamare i propri figli, decise di impastare farina, olio e vino bianco per poi stendere la massa formando striscioline arrotolate ad anello, cotte in forno.

Che i taralli fossero principalmente un prodotto di natura familiare è certo; il passaggio della bollitura prima della cottura in forno, sarebbe nato proprio perché le massaie dovevano cuocerli nei forni di comunità, e in questo modo potevano essere cotti più velocemente.

Nella cucina contemporanea i taralli sono realizzati con una grande diversità di ingredienti, dalle spezie al pomodoro, senza dimenticare la loro variante dolce: talvolta vengono ricoperti di zucchero, o nell’impasto vengono aggiunte gocce di cioccolato, uvetta, noci.

Una variante più sottile e arrotolata, è quella delle scaldatelle, taralli bolliti e profumati con finocchio tipici della zona del Gargano.

Mangiati durante l’aperitivo con gli amici o durante una pausa a scuola, i taralli rimangono un caposaldo della cultura gastronomica pugliese. Un simbolo che fa della versatilità, il suo vero punto di forza.