di GIOVANNA CIRACì –

Investire in un qualcosa di nuovo non è mai semplice poiché richiede una certa dose di coraggio e perseveranza. È quello che ha fatto Vincenzo Russo, titolare dell’Arca Energia, con sede a Torre Santa Susanna, leader nella produzione di energia fotovoltaica.
Era il 2006 e alcuni aspetti dell’economia locale stavano cambiando. È in questo periodo che Vincenzo Russo ha un’idea lungimirante: quella di investire nelle energie rinnovabili. “Prima di quell’anno – racconta l’imprenditore – facevo tutt’altro poiché lavoravo nel settore della lavorazione del tabacco insieme a mio suocero, ma da sempre ho avuto la passione per l’elettronica. Nel 2005 c’è stata una crisi che mi ha portato a prendere una direzione diversa, così ho pensato di creare un’azienda, l’Arca Energia, investendo nel campo del fotovoltaico. È stata di certo una scelta coraggiosa perché allora non si conosceva nulla di quello che oggi è più accessibile a tutti. Inizialmente ho pensato a formarmi, successivamente ho iniziato ad avvicinarmi ai miei primi clienti, ma dopo un anno dall’apertura della mia nuova attività non ero riuscito a portare a termine nemmeno un contratto. Poi, improvvisamente qualcosa è cambiato e le cose hanno cominciato a ingranare. Se ci penso ancora oggi, non so come ho fatto.”
E di strada Vincenzo Russo ne ha fatta con la sua realtà imprenditoriale. Come lui stesso racconta: “Il primo impianto fu costruito a Torricella, con pochissimi operai. Era agosto 2007 e il solo ricordo mi emoziona. Sono stato il primo imprenditore in provincia di Brindisi ad avviare un’impresa del genere. Nel 2009 è arrivato il premio come Migliore Istallatore da parte EnerPoint, la voce si è sparsa e da allora siamo cresciuti sempre di più. Abbiamo iniziato a operare in Puglia ma oggi installiamo impianti fotovoltaici in Basilicata, Campania, Veneto e in altre regioni italiane, lavorando sia per il pubblico che per il privato.”
Insieme all’azienda sono cresciute le risorse strumentali e i dipendenti e, di pari passo, i riconoscimenti prestigiosi. Quest’anno l’Arca Energia festeggia venti anni di attività e di grandi risultati, con un entusiasmo costante. “Ogni giorno – prosegue Russo – c’è sempre un motivo per andare avanti. Allo stato attuale la mentalità della potenziale clientela è cambiata, il fotovoltaico si vende da solo. il futuro è in continua evoluzione mentre il presente è una sfida continua. Ai miei operai che mi chiedono quotidianamente cosa c’è da fare rispondo sempre: «Andiamo a conquistare il mondo!».
Un ruolo importante nello sviluppo incessante di Arca Energia lo gioca la finanza agevolata, che permette a potenziali clienti di utilizzare sgravi fiscali o rimborsi per costruire impianti fotovoltaici. Per esempio le aziende agricole hanno un rimborso dell’80% sui costi dell’impianto ed esistono fondi messi a disposizione tramite il PNRR dall’Unione Europea per incentivare l‘uso di energie rinnovabili. Anche per i privati ci sono misure agevolate di cui, secondo Russo, bisognerebbe usufruire considerando l’attenzione che c’è ultimamente sull’ambiente e sull’ecologia. Tra questi c’è il Reddito Energetico Nazionale (REN), che permette l’installazione gratuita di impianti fotovoltaici a favore di nuclei familiari con ISEE inferiore a 15.000€ o 30.000€ per le famiglie con più di quattro figli, coprendo i costi di acquisto, installazione, manutenzione e assicurazione.
Se in passato le difficoltà erano rappresentate dalla scarsa conoscenza del fotovoltaico e della diffiddenza verso le energie rinnovabili, ora gli ostacoli per Vincenzo Russo sono altri. “Oggi il problema principale è quello di stare al passo con i tempi poiché con tutti i cambiamenti che ci sono in atto c’è bisogno di aggiornarsi continuamente e, con l’età che avanza, non è sempre facile. Il valore di un’azienda dipende da come va avanti senza di chi l’ha fondata, e senza di me la mia avrebbe difficoltà ad andare avanti perché sono abituato a gestirla da solo. Una soluzione sarebbe trovare una persona al pari di me, ma non mi sembra facile. Non so cosa accadrà, ogni anno mi dico questo è l’ultimo, poi trovo sempre un motivo per non fermarmi”.