di REDAZIONE –

Lo scorso 15 aprile, nell’ Aula Consiliare “Giorgio Fregosi” di Palazzo Valentini , Alessandro Nardelli, giornalista ostunese, è stato insignito insignito del Premio Nazionale “Segni di Pace”, giunto alla terza edizione, per il suo impegno accademico e culturale sul tema dell’educazione alla pace. Nardelli, direttore responsabile di In Puglia 24 da quattro anni, è impegnato costantemente nella valorizzazione dei territori e nella promozione di tematiche sociali e culturali.

Il Premio Nazionale “Segni di Pace” è un traguardo che rappresenta molto più di un premio. Un percorso che ritorna, che affonda le radici negli studi universitari e trova oggi piena espressione in un impegno concreto e quotidiano. Nardelli, infatti, ha dedicato le sue tesi di laurea in Sociologia proprio al tema della pace: dalla triennale con “Educazione alla pace. Testimoni ed educatori di pace nell’Italia del 1900” fino alla magistrale con “Danilo Dolci. Un nuovo mondo di pace”. Due tappe che oggi si incontrano in un unico punto: quello di una pace sempre più necessaria, da costruire e difendere ogni giorno. Un pensiero che trova forza nelle parole di Dolci: «La pace che amiamo e dobbiamo realizzare non è dunque tranquillità, quiete, assenza di sensibilità… ma capacità di rinnovarsi, costruire, lottare e vincere in modo nuovo».

Questo nuovo riconoscimento si inserisce in un percorso già segnato da importanti traguardi. Solo recentemente, infatti, Alessandro Nardelli è stato insignito del Premio Internazionale Cartagine, giunto alla sua XXV edizione e conferito negli anni a personalità di rilievo mondiale come Kofi Annan, Ennio Morricone, George Clooney, Lucio Dalla e Giulio Andreotti. Un premio che rappresenta uno dei più prestigiosi riconoscimenti in ambito culturale e internazionale e che ha contribuito a consolidare il profilo di Nardelli quale promotore e narratore del territorio pugliese sulla scena nazionale.

Ricevendo il Premio Nazionale “Segni di Pace”, il giornalista pugliese continuerà a portare con sé il valore e l’identità della Puglia, rappresentando un territorio che continua a distinguersi per impegno, visione e capacità di raccontarsi con autenticità.

Un riconoscimento che non segna un punto di arrivo, ma rafforza una responsabilità: continuare a raccontare, costruire e difendere una cultura della pace attraverso l’informazione, il dialogo e la partecipazione.